Made in Italy la serra multipiano adattiva per coltivare nello spazio
Èmade in Italy il primo prototipo di serra multipiano adattiva per coltivare nello spazio approvvigionando di verdure e frutta fresca gli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale. Un progetto della startup Space V spin-off del Dipartimento di ingegneria meccanica, energetica, gestionale e dei trasporti della Scuola Politecnica di Ingegneria di Genova. La società nasce dalla volontà del socio fondatore e primo astronauta italiano Franco Malerba di valorizzare un brevetto industriale per creare innovative ‘vertical farm’ industriali denominate ‘AVF – Adaptive Vertical Farm’ per la produzione di cibo in orbita, in ambienti estremi e perché no, magari anche sulla Luna con il programma Artemis, tramite coltivazione di specie vegetali. L’innovazione alla base della soluzione brevettata da Space V riguarda la caratteristica di adattare dinamicamente i vani di coltivazione in funzione del livello di crescita puntuale delle piante al loro interno. Secondo i progettisti in condizioni ottimali, la serra adattiva garantisce guadagni di produzione in media del 108% rispetto a una tradizionale serra verticale dello stesso volume, ma può arrivare fino al 135% a seconda della tipologia di coltivazioni e dei parametri della serra. Il progetto, sostenuto dai fondi di coesione europei per il settore spaziale gestiti dalla Finanziaria ligure per lo sviluppo economico (Filse) per conto della Regione Liguria, è l’acronimo di ‘Space Vegetables’ che connota la mission aziendale incentrata sullo sviluppo di tali serre non solo per il mercato spaziale ma anche terrestre. Space V è presente nel polo di ricerca ‘Sosia’ ed è radicata all’interno della struttura universitaria della Scuola Politecnica di Ingegneria di Genova. “Entro maggio concluderemo lo studio di fattibilità dell’unità destinata ad andare a bordo della Stazione spaziale internazionale, lo facciamo su commessa dell’Agenzia spaziale italiana Asi in collaborazione con il centro Altec di Torino, che si occupa dei servizi per la stazione – spiega Malerba -. Speriamo che faccia seguito un’ulteriore commessa per sviluppare ulteriormente l’hardware e il software nei tempi dell’Iss visto che andrà in pensione a fine 2030, quindi l’obiettivo è installare la serra multipiano adattiva entro il 2028-2029, stiamo cercando di correre”. “Come Space V abbiamo brevettato il principio della serra multipiano adattiva, che cerchiamo di far diventare uno standard industriale nell’ambito dell’agricoltura spaziale, poi ci possono essere anche delle ricadute terrestri in ambienti estremi”, aggiunge. “Regione Liguria, oltre alle attività legate alle imprese aggregate ai Poli regionali, ha investito in modo sperimentale e strategico sul settore della space economy, arrivando a stanziare complessivamente circa 5 milioni – rimarca l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana -. Progetti come quello di Space V dimostrano che la Liguria può giocare un ruolo da protagonista nella nuova economia dello spazio, mettendo a sistema competenze accademiche, ricerca industriale e capacità imprenditoriale. Continueremo a sostenere un comparto strategico che può generare ricadute tecnologiche, economiche e occupazionali significative sul territorio”.


